Il marchio di gioielli d’alta gamma dei fratelli vicentini Caoduro lancia Sugar, brand con cui debutta nell’argento e punta all’Italia, e prepara il debutto di Diamonds, marchio di fascia medio-alta. Altri highlights: fatturato in crescita in double digit da 10 anni. Bene le vendite in Turchia, Cina ed Emirati. Il target del 2020 è l’America del Sud.

Franco Valerio a Gold/Italy – Gianluca Bolelli – FashionNetwork.com

Carlo e Andrea Caoduro hanno fondato il marchio Caoro nel 1996 a Vicenza dopo essersi costruiti un’esperienza come artigiani. Partiti con 3 dipendenti, oggi la loro azienda, che produce gioielli in oro, pietre preziose e semipreziose, ne ha 30. “La loro caratteristica principale è il grande estro creativo, che mettono in pratica ancora oggi, creando personalmente a mano i campioni delle nuove linee”, dice a Fashion Network.com Franco Valerio, direttore marketing di Caoro, incontrato alla fiera Gold/Italy.
 
Sono 3 le innovazioni principali portate al settore da Andrea e Carlo Caoduro tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000: il filo diamantato, l’elettroformatura e un particolare tipo di saldatura, tutti procedimenti brevettati a livello mondiale.

Ora sono 10 le linee attive nell’offerta di Caoro, la cui caratteristica stilistica tipica sono i gioielli a forma di fiore, e i tantissimi colori. Sono gioielli fashion, tanto che motto del brand è “The Fashion Expression”. La collezione “Bouquet” e l’iconica linea “Eryu” sono le più richieste.

Alcune delle ultime creazioni di Caoro – G.B. – FashionNetwork.com

Caoro opera nel mercato all’ingrosso, non fa contoterzismo e ottiene il 95% dl giro d’affari sui mercati esteri. Un fatturato che cresce in doppia cifra costantemente da dieci anni a questa parte, “e anche il 2019 si concluderà con una crescita in double digit”, assicura Valerio.
 
“Copriamo un po’ tutto il globo. Questa diffusione così capillare ci tutela dalle naturali oscillazioni dei mercati: se alcuni hanno delle flessioni (come Hong Kong quest’anno, per i disordini ben noti) altri compensano”, precisa il dirigente. “Il Sud America può essere il mercato più promettente per noi nei prossimi anni. Ci siamo già presenti, ma pare quello destinato a darci le migliori soddisfazioni. Anche nel corso di Gold/Italy è stata ottima la risposta dei buyer sudamericani”, continua il manager.
 
Cina/Hong Kong, Medio Oriente (Dubai soprattutto) e Turchia si mettono in evidenza come principali aree di mercato per il marchio di Vicenza, generando circa il 20% del giro d’affari ciascuna. Ma è il continente americano, tra gli USA e buona parte di Centro e Sud America, quello cresciuto maggiormente per Caoro nell’ultimo esercizio. Il marchio vicentino in Europa lavora più che altro con la Spagna e in misura minore con Russia e Ucraina.

Carlo e Andrea Caoduro – Caoro

Il dato preciso della distribuzione di Caoro risulta difficile da identificare, perché “dipende dalla strategia ideata localmente dai nostri wholesaler”, riconosce il direttore comunicazione e marketing. “I nostri grossisti di Dubai, per esempio, hanno 300 negozi diffusi in tutti gli Emirati che vendono i gioielli Caoro, dove riusciamo anche a fare del branding. Il totale mondiale della nostra diffusione è di almeno 500 punti vendita multimarca, ma per esempio un nostro cliente ha 150 negozi già aperti e ne ha altri 100 da inaugurare, dire che saremo distribuiti sicuramente su tutti non sarebbe esatto”.
 
I gioielli Caoro sono considerati di gran lusso in Italia. “Sono vistosi ed importanti, di conseguenza costosi”, riconosce Franco Valerio. Alcuni partono da prezzi di vendita di poche centinaia di euro, ma le creazioni di alta gamma hanno prezzi notevoli, anche perché la manodopera per realizzarli è molto raffinata. Ad esempio, gli anelli partono da 2.000 euro e un bracciale della linea “Eryu” in negozio viene venduto a circa 10.000 euro.

“Per far presa nel nostro Paese abbiamo dunque pensato di posizionarci su fasce prezzi meno elevate”, rivela il direttore marketing. In quest’ottica, Caoro sta distribuendo ora nei negozi italiani un nuovo brand, “Sugar”, che parte con una linea di bracciali coloratissimi e molto freschi con cui l’azienda debutta nella produzione di gioielli in argento, venduti al pubblico a 39,90 euro, ma già oggetto di “richieste anche da un nostro grossista turco”, precisa Valerio.

Caoro, un anello della collezione “Bouquet” con il filo diamantato

Nel frattempo, Carlo Caoduro ha studiato una nuova linea, di gioielli uomo/donna, stavolta realizzati in oro con brillanti e diamantini neri, che sarà chiamata “Diamonds”, da posizionare su una fascia di mercato medio-alta. Anche con questo brand l’idea è di arrivare direttamente al retail, con un display e un packaging eleganti, pensati espressamente per i negozi.

L’azienda ha in cantiere anche un progetto di corner in punti vendita italiani, “nei quali proporre soprattutto queste linee più semplici e sobrie. E in un futuro non lontanissimo potremmo collaborare con marchi della moda”, conclude Valerio.

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